Consulenza giuridica
Perché è strategico per l’azienda dotarsi del servizio di consulenza tecnico-giuridica
La consulenza prestata, per il tramite di nostri qualificati professionisti, costituisce una concreta attività di tutela e prevenzione dall’insorgenza di problematiche legate alla mancata ottemperanza dei dettami normativi.
Essa consente alle aziende di essere sempre aggiornate e al passo con gli adempimenti di legge richiesti dai nuovi regolamenti nazionali e comunitari.
In tal senso, possiamo tranquillamente affermare che, avvalersi del servizio di consulenza legale preventiva o continuativa, mette al riparo il cliente da procedimenti civili e penali, nonché onerose sanzioni amministrative, che potrebbero, nei casi più gravi, e come indicato nel D.Lgs. 231/2001, determinare anche la non sopravvivenza della stessa attività.
Essere seguiti, supportati e consigliati su tutti gli aspetti normativi propri del fare impresa rappresenta, per il datore di lavoro, la migliore garanzia per se stesso e per la propria attività, consentendogli, in tal modo, di dedicare tempo ed energie esclusivamente allo sviluppo del proprio business.
Come si esplica il servizio di consulenza?
La consulenza in materia di sicurezza per la salvaguardia dell’operatività di un’azienda, si esplica essenzialmente su due piani, più precisamente:
il primo, di indirizzo/suggerimento per l’attività ordinaria aziendale, come ad esempio:
- compliance con le normative generali e specifiche sulla materia salute e sicurezza sul lavoro;
- consulenza e supporto nei rapporti con gli organi di vigilanza (ASL/ITL) e gli enti certificatori;
- periodici aggiornamenti normativi e giurisprudenziali.
Il secondo, di assistenza, per il tramite di corrispondenti avvocati, medici legali e tecnici della sicurezza dinanzi alle diverse sedi giudiziarie italiane, nei giudizi civili e penali, nelle seguenti materie:
- la responsabilità dei soggetti previsti dal T.U. Sicurezza per la violazione delle prescrizioni di cui al T.U. e/o per l’accertamento di responsabilità al verificarsi di infortuni e/o malattie professionali;
- liti e controversie di lavoro.
L’obiettivo di Medilaw attraverso il servizio di consulenza tecnico-giuridica
Medilaw non vuole essere un semplice fornitore di servizi, bensì rappresentare per l’azienda il partner ideale con il quale confrontarsi e condividere strategie ed indirizzi, al fine di tutelarne al meglio gli interessi, in un’ottica di una solida continuità aziendale.
L’obiettivo di Medilaw è quello di individuare e mettere a disposizione del cliente uno staff di professionisti altamente qualificato che, attraverso un’attenta indagine ricognitiva dell’organizzazione e dei processi aziendali, segnali eventuali criticità o non conformità, suggerendo soluzioni utili al superamento delle problematiche emerse.
Audit dei servizi IT
Medilaw offre, inoltre, l’audit dei servizi IT: questa attività consente di effettuare una valutazione indipendente e obiettiva dei principali servizi IT aziendali attraverso test e controlli organizzativi.
I tecnici Medilaw si occupano inoltre di:
- acquisizione infrastrutture e servizi;
- manutenzione evolutiva dei sistemi;
- esame della sicurezza logica e fisica;
- supporto al cliente.
Al fine di garantire un servizio completo, Medilaw offre affiancamento per quanto riguarda i rapporti con gli organi di vigilanza, comunica eventuali aggiornamenti legislativi agli uffici clienti competenti e garantisce al personale aziendale supporto nell’interpretazione delle nuove norme.
Modello Organizzativo previsto dal d.lgs. n° 231/2001
Con il d.lgs. 9 aprile 2008, n° 81 il legislatore ha inteso punire la società anche nell’ipotesi nella quale, per colpa, le persone che operano in nome e per conto della stessa abbiano cagionato la morte ovvero una lesione personale con violazione delle norme antinfortunistiche.
La tutela della sicurezza sul lavoro, dunque, è arrivata a costituire il vero e proprio perno della compliance aziendale.
Da qui discende l’esigenza di strutturare, adeguare e implementare gli equilibri organizzativi intra-aziendali, tenendo presente che l’orientamento giurisprudenziale ritiene che l’adempimento formale degli obblighi formativi e informativi, in sostanza, può non essere sufficiente per evitare la responsabilità civile e penale dell’azienda che non sia in grado di dimostrare di aver messo in campo tutti i presidi possibili per evitare di incorrere in fatti costituenti reato.
L’azienda deve dotarsi di un sistema di gestione, un insieme di protocolli e di procedure atti a far sì che la società possa conseguire obiettivi predefiniti quali, nel caso di specie, la tutela della sicurezza sul lavoro.
L’art. 30 d.lgs. 9 aprile 2008, n° 81 passa espressamente in rassegna la necessità d’adottare e efficacemente attuare un modello d’organizzazione e di gestione idoneo a esimere da responsabilità la società in materia di sicurezza sul lavoro.
Occorre, dunque, prevedere un sistema aziendale per l’adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi:
- al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici;
- alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti;
- alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
- alle attività di sorveglianza sanitaria;
- alle attività di informazione e formazione dei lavoratori;
- alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori;
- alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge;
- alle periodiche verifiche dell’applicazione e dell’efficacia delle procedure adottate.
Il modello d’organizzazione e di gestione passato in rassegna dal citato art. 30 ben può essere integrato con il modello 231 in modo da dotare l’azienda di protocolli di raccordo che si peritino d’individuare altresì i flussi informativi tra organi preposti alla gestione della sicurezza sul lavoro e organismo di vigilanza.
Fondamentale risulta essere la ricerca di ogni possibile risk assessment, tale da individuare, anche in chiave aziendalistica, i possibili rischi di commissione di reati in ambito sicurezza sul lavoro.
Il datore di lavoro deve formare, informare, vigilare e creare un sistema di controllo e di informazione tale da scongiurare ed evitare che si verifichino situazioni di pericolo e di illegittimità da parte di dipendenti che non osservano le disposizioni loro imposte.
Solo in questo modo il datore di lavoro può restare estraneo a responsabilità penali che altrimenti lo coinvolgerebbero.
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